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Reati tributari e Decreto Legislativo n.231/2001

 

REATI TRIBUTARI E DECRETO LEGISLATIVO n. 231/2001

ANCORA ESTENSIONI DEI REATI PRESUPPOSTO

 

Con la Legge n. 157/2019 gli illeciti tributari sono entrati ufficialmente a far parte dei reati presupposto precedentemente definiti dal D.lgs. 231/2001; di conseguenza la responsabilità amministrativa degli enti è stata estesa anche ai reati tributari espressamente richiamati.

Merita qui ricordare che il D.lgs. 231/2001 ha introdotto in Italia la diretta ed immediata responsabilità amministrativa degli Enti per i fatti illeciti commessi nell’interesse od a vantaggio di questi dalle persone in posizione apicale e/o alle loro dipendenze. Al fine di evitare le gravi conseguenze derivanti dalla commissione di un reato presupposto, sono previste forme specifiche di esonero della responsabilità amministrativa degli Enti, ossia l’adozione e l’attuazione di un Modello di organizzazione e gestione.

La Legge 157/2019 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili) ha introdotto, tra i reati ex D.lgs. 231, i seguenti illeciti tributari richiamati dagli artt. 2, 3, 8, 10 e 11 del D.lgs. 74/2000:

  • dichiarazione fraudolenta mediante fatture per operazioni inesistenti;
  • dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici;
  • emissione di fatture per operazioni inesistenti;
  • occultamento o distruzione di documenti contabili;
  • sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

 

Ulteriori reati tributari, rientranti nel catalogo dei reati ex D.lgs. 231, sono stati introdotti dal D.lgs. 75/2020, attuativo della Direttiva PIF relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell’UE mediante il diritto penale.

Le Organizzazioni sono chiamate ad interrogarsi sulla robustezza dei sistemi e delle procedure di controllo interno e ad aggiornare i propri Modelli di Organizzazione e Gestione (c.d. MOG o Modelli 231) su un ambito particolarmente delicato della realtà aziendale, ossia quello fiscale. Le prime aree a rischio saranno quindi da ricercare nella corretta tenuta della documentazione contabile e nel complesso delle attività dichiarative volte alla determinazione dei tributi.

 

Cosa devono fare le Organizzazione per adeguare i propri Modelli 231?

  1. Mappatura di processi e attività sensibili a rischio di commissione dei nuovi reati;
  2. Adozione di un sistema amministrativo, contabile e fiscale adeguato;
  3. Analisi, valutazione e sviluppo del Sistema di Controllo Interno.
  4. Aggiornamento del Modello Organizzativo 231 ed attuazione dello stesso. 

 

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Studio Quality mette a disposizione i propri professionisti per fornire consulenze e supporto alle Organizzazioni per l’adozione o per l’aggiornamento di Modelli di organizzazione e gestione ai sensi del D.lgs. 231/2001.

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