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Modello 231: Perché le aziende dovrebbero adottarlo

Responsabilità amministrativa degli Enti

Come intervenire per evitare le sanzioni ed essere compliat

 

IL Decreto Legislativo n. 231 del 2001 ha compiuto 20 anni. La responsabilità amministrativa diretta degli enti, ossia delle società e associazioni anche prive di personalità giuridiche, è prevista in caso di commissione di determinati reati da parte di persone che ricoprono posizioni apicali e/o sottoposte, nell’interesse od a vantaggio dell’ente.

La responsabilità amministrativa degli enti sussiste per le fattispecie espressamente previste dal Decreto e va ad aggiungersi alla responsabilità penale dell’autore del reato. Nel novero dei delitti vi rientrano, a titolo esemplificativo, reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro, reati contro la pubblica amministrazione, in materia ambientale, reati informatici, in materia di diritto d’autore, abusi di mercato, reati societari, di carattere transfrontaliero, in materia di immigrazione clandestina, e di recente i reati tributari e fiscali introdotti nel 2020.

Sono elevate le sanzioni pecuniarie ed interdittive previste; senza dimenticare che in caso di sentenza di condanna all’ente è sempre disposta la confisca del prezzo o del profitto del reato. Tuttavia, l’ente può evitare le sanzioni se si è dotato di un efficace Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG).

L’azienda può esimersi dalla responsabilità amministrativa se dimostra:

  • di aver adottato ed efficacemente attuato un Modello di Organizzazione e Gestione, unitamente ad un sistema etico-comportamentale ed un meccanismo disciplinare adeguati
  • di aver affidato il monitoraggio e l’aggiornamento del Modello ad un organismo di Vigilanza (ODV) dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo
  • il reato è stato commesso eludendo fraudolentemente il Modello, ossia come indicato dalla giurisprudenza, aggirando le “misure di sicurezza” in modo tale da forzarne l’efficacia.

L’Impresa che intende adottare un Modello conforme al Decreto deve effettuare un’approfondita analisi (Risk Assessment) sui reati presupposto che potrebbero essere commessi, individuando le aree esposte ai rischi, al fine di predisporre i presidi di controllo per prevenire la commissione dei reati.

 

Linee Guida di Confindustria ed aggiornamenti

La normativa sulla responsabilità delle imprese richiede numerosi interventi di compliance di diversa natura che vanno calati nelle singole realtà aziendali. In tale contesto si inseriscono le recenti Linee Guida di Confindutria; attraverso un’approfondita analisi sulla materia, sulla base dei maggiori orientamenti dottrinali e giurisprudenziali degli ultimi 7 anni (al 20014 risalgono le precedenti linee guida), si delinea un importante documento dotato di linearità e significativo taglio pratico. L’obiettivo è di individuare le migliori prassi in ambito 231, per agevolare le diverse realtà imprenditoriali ad orientarsi nella realizzazione di Modelli di Organizzazione e Gestione concreti.

Tra le principali novità si segnalano quelle relative al Whistleblowing, con indicazioni che recepiscono le ultime normative sulle modalità di effettuazione e gestione delle segnalazioni. Viene ribadito il ruolo dell’Organismo di Vigilanza quale destinatario delle segnalazioni ed il corretto rapporto con le figure aziendali eventualmente coinvolte nel flusso delle segnalazioni, in modo da non sottrarre al monitoraggio dell’OdV il flusso informativo originato dal meccanismo di whistleblowing. Viene affrontato in maniera approfondita il tema sui nuovi reati fiscali, la cui corretta mitigazione dei rischi si integra con il concetto dei sistemi di gestione integrati.

 

Sistemi integrati di gestione: strumento da non sottovalutare

Le aziende per essere conformi alle numerose normative che le riguardano possono trovare nell’adozione di sistemi di gestione integrati un importante strumento. Tale approccio come indicato nelle Linee Guida, può fornire diversi vantaggi, quali la razionalizzazione delle attività, la migliore efficacia ed efficienza delle attività di compliance e la più agevole condivisione delle informazioni in tutti i processi.

Organizzare adeguatamente le risorse – umane, fiscali, strumentali, documentali ed informative – ottimizza l’implementazione di procedure, modalità operative e presidi di prevenzione tali da non creare sovrapposizioni e finalizzate alla mitigazione di numerosi rischi, nell’ottica di una buona suddivisione dei ruoli e delle responsabilità interne.

Per quanto riguarda la salute e sicurezza sul lavoro la trasversalità delle materie coinvolte emerge chiaramente. Il D.Lgs n. 81/2008 (art. 30) rimanda all’importante ruolo esimente (ossia, la possibilità di non incorrere nelle sanzioni amministrative dipendenti da reato) dei modelli di organizzazione e gestione, ove adottati ed efficacemente attuati nel rispetto della normativa di cui al D.Lgs 231/2001. Un sistema di gestione aziendale adottato sulla base delle normative di adesione volontaria, come la UNI 45001, si presume in grado di evitare di incorrere nella responsabilità da reato dell’ente. Tuttavia, come sottolinea Confindustria, l’ottenimento delle certificazioni sui sistemi di gestione non è di per sé sufficiente ad escludere la responsabilità amministrativa dell’impresa per infortuni o malattie professionali.

La presunzione di conformità dei sistemi di gestione è da intendersi in termini astratti, in quanto il Modello idoneo ai seni della 231 deve essere non solo adottato ma anche efficacemente attuato. L’efficace attuazione del modello 231 non può essere valutata preventivamente in concreto ma solo ed eventualmente successivamente, ad opera del giudice penale: logica che si estende a tutti i sistemi di gestione aziendale. Sono numerose le normative di adesione volontaria, tra le principali ricordiamo quelle in materia antinfortunistica (OHSAS 18001 o ISO 45001), di qualità (ISO 9001), ambientale (ISO14001), di sicurezza informatica (ISO 27001) e anticorruzione (ISO 37001).

Le logiche e gli scopi dei sistemi di gestione non sono perfettamente sovrapponibili a quanto richiede il D.Lgs 231/2001; In ogni caso, adottare o implementare un sistema di gestione certificato indica la volontà e la sensibilità dell’Azienda a diffondere il rispetto delle norme e può a tutti gli effetti costituire la base per adottare Modelli 231 che si rivelino idonei. Soltanto l’adozione e l’efficace attuazione di un Modello di Organizzazione e Gestione costituiscono il presupposto per poter beneficiare dell’esimente normativo ed evitare le gravose sanzioni.


Fonti

“Giurisprudenza penale”: LG-231-Confindustria-6-2021.pdf (giurisprudenzapenale.com)

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